La mitologia delle costellazioni – Auriga

AURIGA

Mito di Auriga

Il mito: siamo a Pisa, nella regione greca dell’Elide, dove regnava Enomao il quale aveva una figlia bellissima di nome Ippodamia. Molti si innamorarono di lei, ma, quando questi, si recavano dal padre a chiedere la sua mano, la risposta era il prezzo per la sua mano sarebbe stato quello di rischiare la vita. Enomano, infatti, pretendeva che lo si sfidasse in una corsa con i cavalli e che solo il vincitore avrebbe sposato la bella principessa, mentre per i perdenti il prezzo sarebbe stata la vita. Ed Enomano non aveva mai perso una sifda! E ciò perchè Enomao possedeva i cavalli più veloci di tutta la Grecia. Suo infallibile cocchiere, il nostro auriga appunto, era Mirtilo, figlio di Ermes. Un giorno arrivò in Elide Pelope, figlio di Tantalo, deciso più che mai a sposare la bella Ippodamia. La ragazza, innamorata del bel Pelope convinse Mirtilo a truccare la corsa per far vincere il suo amato. Mirtilo si lasciò convincere e la corsa fu vinta da Pelope. In quanto ad Enomao, egli morì nell’incidente che ne seguì poiché le ruote, i cui perni erano stati allentati da Mirtilo, si staccarono facendo ribaltare e deragliare il carro. E Mirtilo? Il giovane credeva e sperava in una ricompensa, ma quando Pelope si dimostrò ingrato, preso dall’ira, tentò di violentare Ippodamia. Così nello stesso giorno, anche Mirtilo trovò la sua fine, ucciso dal furente Pelope.

Le varianti: ci sono altre due diverse interpretazioni e tradizioni per questo racconto. La prima vuole che l’auriga fosse Erittonio, leggendario re di Atene nonché figlio di Efesto, al quale la dea Atena insegnò l’arte dell’addomesticazione dei cavalli. Un’altra tradizione ancora dice che in realtà era Ippolito figlio di Teseo, e perciò siamo ancora in ambiente ateniese, di cui si innamorò la matrigna Fedra. Quando però Ippolito la respinse ella si suicidò e così Teseo lo bandì dalla città. Mentre Ippolito lasciava la città il suo carro si ruppe uccidendolo.

L’arcobaleno solare e lunare

Arcobaleno Lunare
foro di Giovanni Caturano

La serata di giovedì 25 febbraio, è stata interessata da un particolare e soprattutto inaspettato fenomeno ben visibile nel nostro cielo. Tale fenomeno, ha destato l’attenzione di tanti che si sono trovati attratti dal faro luminoso della Luna, che appariva circondata da un anello luminoso perfetto, che in alcuni luoghi, si monifestava con sfumature di colore a mò di arcobaleno. Tale fenomeno, noto, appunto, come arcobaleno lunare, ha creato uno scenario senza dubbio suggestivo e fatto piovere sulla nostra associazione le telefonate di tanti, in cerca di spiegazioni. La foto in alto è stata scatta con una nikon D300 alle ore 21.41 da San Felice a Cancello (CE), nella parte in basso a sinistra, sono ben evidenti le sfumature dell’arcobaleno, inoltre si può anche notare la presenza di Marte in prossimità della Luna ( in alto a sinistra). Chiunque abbia realizzato altri scatti fotografici del fenomeno e voglia inviarceli, può farlo attraverso il’indirizzo: foto@astroumac.it

Di seguito, il risultato di una breve indagine condotta sul fenomeno. 

PON Scuola Media “Giannone” Caserta

Modulo di Astronomia “ALLA SCOPERTA DEL CIELO” Si comunica che la nostra associazione sta conducendo un P.O.N. presso la Scuola Secondaria Primo Grado “P.Giannone” di Caserta. Il Modulo di Astronomia di 30 ore, ha come destinatari 20 alunni di terze classi.  Di seguito il calendario degli interventi:     Data …

La mitologia dei pianeti

Non solo le costellazioni sono legati a fatti e personaggi mitici desunti dalla mitologia greca; anche i pianeti, con i loro satelliti, del sistema solare sono legati alla mitologia antica. Compiremo perciò un viaggi che dalle vette dell’Olimpo ci porterà in giro per il sistema solare. Cercheremo di riassumere, in modo veloce e, si spera, chiaro le tante e immense tradizioni delle divinità che danno il nome ai pianti. La nostra fonte di riferimento è la più importante Teogonia dell’Antichità, quella di Esiodo:

Gea/Tellus – Terra
Gea - La Terra

Subito dopo Caos, dio primigenio e onnipresente, la massa amorfa che contiene in se tutte le cose che saranno create, si autogenerarono Gea (o Gaia, Tellus presso i Romani), la terra e Tartaro, le profondità oscure liddove successivamente Ade impianterà il suo regno infernale, grazie all’azione di Eros, il principio primo dell’amore che porta tutti gli esseri viventi a riprodursi e a generare vita. Gea poi autopartorì Urano stellato, il cielo, i Monti e Ponto il mare infecondo. Successivamente Gea si unì a Urano generando i Titani, i Centimani (Ecatonchiri in greco) e i Ciclopi; solo che Urano, che aveva preso il sopravvento temendo di essere spodestato da uno dei suoi figli, rimase attaccato a Gea impedendo loro di uscire dal ventre materno. In seguito Gea fabbricò un falcetto per liberare sè e i suoi figli dall’odioso giogo di Urano; solo Crono però, uno dei Titani e il minore dei figli, si fece avanti per portare avanti l’impresa. Così Crono evirò il padre, facendo sì che il cielo si staccasse dalla terra, e liberò i fratelli

Occultazione delle Pleiadi da parte della Luna

occultazione pleiadi

Ore 19:50 – Canon 40d + 100-400mm

Ieri 21 febbraio 2010 i soci dell’UMAC si sono ritrovati all’Osservatorio del Liceo Scientifico “N.Cortese” per seguire il fenomeno dell’occultazione delle Pleiadi da parte della Luna crescente. Il fenomeno riguardava soprattutto la stella Merope. Merope, facente ovviamente parte dell’ammasso delle Pleiadi presenta una magnitudine di 4,10 ed è la più fioca rispetto alle altre che compongono l’ammasso. Il sole sorgeva alle 6:51 e tramontava alle 17:41; i soci infatti, presenti all’Osservatorio dalle 17:00 hanno fatto in tempo anche ad osservare l’astro e a notare le macchie presenti sulla sua superficie. La Luna, gibbosa crescente, invece sorgeva alle 9:56 e calava alle 0:23. Il vento soffiava da W/SW (18km/h) la pressione era di 1450 m e la visibilità si manteneva in buone condizioni fino alle 19:00. Alle 18:06 appariva Sirio a S/SE e, dopo un quarto d’ora circa, Aldebaran a 7/8° dalla Luna, parte di Orione a S/SE, Procione e Marte a 10° circa dalla stella della costellazione del Cane Minore. Alle 18:30 era visibile tutto Orione con una temperatura attorno ai 10° C e un’umidità che si attestava all’88%.

La Mitologia delle Costellazioni – Orione

ORION

costellazione di orioneIl mito: Orione era un bellissimo giovane figlio di Poseidon, abilissimo anch’egli nella caccia. Era sposato con la bellissima Side, una donna tanto bella ed orgogliosa da arrivare a rivaleggiare in bellezza perfino con Era. A causa dell’oltraggio subito, la dea che scaraventò la bella Side nelle profondità oscure del Tartaro, per punirla di un così intollerabile affronto. Rimasto vedovo, Orione cominciò a girovagare per la Grecia facendo quello che gli riusciva meglio, cioè cacciando. Un giorno fu chiamato da Enopione a Chio, il quale gli chiese di liberare la città da alcune fiere che minacciavano di continuo gli abitanti. 

Costellazioni e mitologia – “figli della terra e del cielo stellato”

Mito di Orione

Ci siamo mai chiesti da che cosa derivano i nomi delle costellazioni? Da dove uscivano quei nomi a volte così difficili da ricordare? E chi è colui che li ha pensati? La risposta è da ricercarsi nella mitologia greca; furono proprio loro, gli antichi Greci, i primi a vedere, o almeno a credere di vedere, nel cielo delle particolari figure che a loro ricordavano i protagonisti dei loro racconti. Figli della terra e del cielo stellato, così gli antichi (e qui intendo pure i Romani che rimasti affascinati dalla cultura greca la assimilarono quasi totalmente) si pensavano, era la loro Genesi. Esiodo, vissuto tra VIII e VII secolo a.C. raccolse tutti i racconti che si tramandavano nelle varie zone della Grecia sull’origine del cosmo e degli dei, li mise insieme e scrisse quella che poi diventerà una sorta di Bibbia degli antichi, la Teogonia. Qui c’era tutto quello che si voleva sapere sulle genealogie cosmiche e divine. In principio era Kaos dal quale si autogenerarono Tenebra e Notte, poi Etere e Giorno e Gea (la Terra) e Urano (il Cielo stellato). Poi via via tutte le altre entità fino ad arrivare a Zeus che stabilizzerà il cosmo e il mondo intero su un piano di stabilità e armonia. Si capisce quindi che la religione che noi moderni definiamo pagana, era molto più di semplici racconti fantastici e irreali; era una “religione” molto legata a ciò che circondava coloro i quali la avevano generata. Fatta questa dovuta premessa ci riesce più semplice ora capire perchè gli antichi Greci si preoccuparono di studiare dei puntini luminosi nel cielo e perchè diedero loro nomi mitici.
Il cielo invernale è sicuramente il più bello da osservare, condizioni climatiche permettendo ovviamente, ed è ricco di tante costellazioni legate a miti altrettanto belli. La costellazione che più risalta e tra l’altro è tra le più riconoscibili di tutte, anche a un occhio non proprio allenato, è Orione. Orione era figlio di Poseidon, dio del mare, ed Euriale figlia del re Minosse di Creta. Orione era un formidabile cacciatore ma purtroppo fu molto sfortunato in amore; infatti corteggiò senza successo le Pleiadi, le sette bellissime figlie di Atlante e Pleione ricevendo un rifiuto da parte di tutte loro. Orione firmò la sua condanna a morte quando un giorno si vantò di essere più abile di Artemide nella caccia; la dea si sentì tanto offesa da quest’affronto che quando Orione affermò di poter catturare qualsiasi bestia esistente sulla faccia della terra, la dea fece uscire da una fessura nel terreno un piccolo scorpione che con una sua puntura uccise il maestoso e potente Orione.